
{"id":4707,"date":"2022-12-02T09:00:00","date_gmt":"2022-12-02T08:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/balanceconsulting.it\/?p=4707"},"modified":"2022-11-30T16:25:59","modified_gmt":"2022-11-30T15:25:59","slug":"nativi-digitali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/balanceconsulting.it\/?p=4707","title":{"rendered":"Generazione Z e Millennials. In quanti sanno di cosa stiamo parlando?"},"content":{"rendered":"\n<p>Sono i famosi <strong>nativi digitali<\/strong>, generazioni di ragazze e ragazzi nati e cresciuti circondati dalla tecnologia, ma che in parte hanno vissuto l\u2019epocale rivoluzione che il digitale ha portato.<\/p>\n\n\n\n<p>I Millennials sono nati tra 1981 e il 1996, la Gen Z tra il 1997 e il 2010 (<em>fonte: ilSole24Ore<\/em>): decenni importantissimi, che hanno visto una <strong>profonda e radicale modifica nelle abitudini quotidiane di tutti noi.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il cambiamento radicale \u00e8 stato vissuto in modi diversi, <strong>Millennials e Gen Z sono stati i protagonisti di due diverse fasi della rivoluzione digitale<\/strong>: i primi hanno vissuto in pieno il cambiamento, passando da una realt\u00e0 pressoch\u00e9 simile a quella vissuta dalla Gen X (i nati dal 1965 al 1980) a un repentino cambiamento delle abitudini (basta nominare l\u2019arrivo di internet in ogni casa); i secondi sono nati quando il digitale aveva gi\u00e0 fatto capolino e sono cresciuti in una realt\u00e0 dove la fruizione dei contenuti \u00e8 libera e aperta al mondo e dove la condivisione \u00e8 il pane quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo veloce cambiamento ha portato le aziende (ma anche le societ\u00e0 di tutto il mondo) a scontrarsi con una realt\u00e0 in continuo movimento, dove l\u2019attenzione non \u00e8 pi\u00f9 limitata al proprio giardino, ma estesa e condivisa fino ad azzerare qualsiasi confine. Da una parte, ci\u00f2 ha comportato una maggiore conoscenza, grazie alla condivisione, <strong>ma dall\u2019altra ha generato un vortice di sfiducia che ancora permane<\/strong>, perch\u00e9 con un mondo cos\u00ec aperto come quello di oggi, \u00e8 facile venire sopraffatti da informazioni false o fuorvianti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il compito di aziende come la nostra \u00e8 anche quello di riuscire a condividere valori positivi e fondamentali con i ragazzi che saranno i futuri professionisti della nostra societ\u00e0 e dare loro modo di crescere e avere opportunit\u00e0.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Conoscere le diverse generazioni per creare le giuste opportunit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p>Prima di capire come valorizzare le generazioni digitali, <strong>in Balance ci siamo chiesti cosa pensassero e come agissero le nostre persone<\/strong>, in base anche alla loro et\u00e0. Era importante comprendere le loro diverse visioni, quindi abbiamo osservato, chiesto e valutato, infine abbiamo deciso di fare un sondaggio per raccogliere pi\u00f9 dati possibili.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quella che \u00e8 venuta fuori \u00e8 una situazione che riporta molte sfaccettature fondamentali, che vogliamo condividere con voi.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo suddiviso le generazioni in fasce d\u2019et\u00e0: 20-30, 30-40, 40-50, 50+. Sono, come abbiamo gi\u00e0 precisato, decenni fondamentali, che hanno visto un cambiamento radicale delle abitudini di tutti i coinvolti. <\/p>\n\n\n\n<p>A ognuno, abbiamo chiesto <strong>abitudini sulla ricerca di informazioni, strumenti utilizzati e considerazioni in merito alla rivoluzione digitale<\/strong>. Le risposte hanno mostrato un quadro molto interessante, che possiamo riassumere come segue:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>per la fascia di et\u00e0 50+<\/strong>, \u00e8 ormai consuetudine utilizzare internet e i motori di ricerca per ottenere informazioni. Sono persone che hanno vissuto in pieno la trasformazione digitale, quindi conosco la differenza tra la consultazione di un libro e la lettura di un articolo online e, pur ritenendo internet uno strumento molto pi\u00f9 veloce e comodo, restano dell\u2019idea che approfondire e ricercare tramite un testo (per ex. un&#8217;enciclopedia) permetta un\u2019analisi molto pi\u00f9 approfondita e un margine di errore nettamente inferiore rispetto ai contenuti che vengono condivisi online.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>per la fascia d\u2019et\u00e0 40-50<\/strong>, le considerazioni sono molto simili, ma c\u2019\u00e8 una comprensione maggiore verso la capacit\u00e0 di approfondimento grazie a internet. Considerano, per esempio, un e-book alla stregua di un&#8217;enciclopedia cartacea e attribuiscono ai contenuti online la stessa profondit\u00e0 dei contenuti cartacei di un tempo. Pongono, per\u00f2, l\u2019accento sui rapporti umani nati e cresciuti sui social e sul bisogno primario di insegnare alle nuove generazioni un uso corretto della tecnologia.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong>per la fascia d\u2019et\u00e0 30-40<\/strong>, le considerazioni cambiano notevolmente. Questa generazione, che per et\u00e0 dovrebbe essere pi\u00f9 vicina alla Gen Z, ha invece considerazioni molto diverse e, per certi versi, opposte. In questa fascia di et\u00e0, c\u2019\u00e8 un interesse maggiore verso l\u2019uso dei social network e un\u2019opinione diffusa secondo cui la Gen Z, facilitata dalla rivoluzione digitale in pieno sviluppo, abbia delle mancanze dovute proprio alla facilit\u00e0 di fruizione delle informazioni. Avendo sempre tutto a portata di mano, in maniera rapida, \u00e8 pi\u00f9 semplice per loro cadere in informazioni errate o essere meno predisposti all\u2019analisi e all&#8217;approfondimento.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>infine, <strong>la fascia d\u2019et\u00e0 20-30<\/strong> concorda sull\u2019enorme vantaggio avuto grazie alle nuove tecnologie, ma inaspettatamente pone l\u2019accento su un aspetto spesso poco considerato: l\u2019appartenenza di un prodotto, intenso come qualcosa di tangibile, e il suo valore intrinseco. Il senso lo troviamo in una domanda specifica, \u201c<em>CD e Musicassette erano prodotti tangibili, il loro valore poteva essere soppesato, avendoli tra le proprie mani. Possiamo dire di sapere come funziona Spotify e quale sia il suo reale valore?<\/em>\u201d. Una considerazione che ci ha spinti a riflettere molto.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, diverse generazioni hanno diversi vissuti, diverse esperienze e diverse abitudini. Queste ultime, in realt\u00e0, si sono uniformate grazie al diffuso utilizzo dei motori di ricerca e dei social network e <strong>ci\u00f2 che differenzia l\u2019utilizzo \u00e8 l\u2019approccio e il livello di consapevolezza<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio pi\u00f9 alto che si pu\u00f2 avere oggi \u00e8 l\u2019utilizzo errato degli strumenti digitali e la mancata consapevolezza su ci\u00f2 che sia reale o falso. In questo contesto, rientra uno dei valori che Balance pone alla base del proprio approccio verso le persone che lavorano al suo interno: <strong>l\u2019attenzione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dobbiamo fidarci delle nuove generazioni<\/strong>, dare un senso agli eventuali errori di valutazione e spingerli verso un utilizzo consapevole delle tecnologie. La Digital Academy di Balance, per esempio, \u00e8 uno degli strumenti che utilizziamo per trasformare tutto questo in realt\u00e0, ponendo attenzione sia alle generazioni che abbiamo davanti, sia al futuro che le attende.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pi\u00f9 generazioni, uno stesso futuro<\/h3>\n\n\n\n<p>Considerando il fatto che il futuro lo fanno (e lo faranno) tutti i nati della Gen Z, \u00e8 chiaro che la direzione da prendere \u00e8 una: coinvolgerli e inserirli all\u2019interno dei processi di creazione e sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il loro sguardo verso il futuro \u00e8 fondamentale, perch\u00e9 quello che li aspetta \u00e8 un mondo da creare e plasmare secondo le loro abitudini. In questo senso, ci\u00f2 che sanno e che hanno imparato, pu\u00f2 diventare un utile momento di confronto con le generazioni precedenti e il loro diverso approccio pu\u00f2 benissimo entrare all\u2019interno di un processo aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Da loro e con loro ci si aspetta un atteggiamento propositivo<\/strong>: le soluzioni che proponiamo in Balance, per esempio, sono sempre adattabili e modificabili in base al contesto, quindi si pu\u00f2 costruire un qualcosa che sia perfettamente in linea con l\u2019unico futuro possibile, quello che tutti avranno in comune.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come investiamo sui giovani, dando loro un futuro<\/h3>\n\n\n\n<p>In Balance ci occupiamo di trasformazione digitale, appunto. In tal senso, \u00e8 fondamentale per noi lavorare con risorse che abbiano ben compreso l\u2019uso e l\u2019importanza del digitale. Le skills fondamentali, in seguito, le mettiamo noi.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo significa che siamo aperti sia a risorse Millennials, sia a risorse della Gen Z. Entrambi, con il loro vissuto e le loro caratteristiche, sono un campo aperto dove far crescere skills e competenze professionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Se parliamo, per\u00f2, di futuro (e quindi di Gen Z in particolare) \u00e8 chiaro che l\u2019accento va posto su ci\u00f2 che ogni nato dal 1995 in poi ha: <strong>l\u2019esperienza di una vita immersa nel digitale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>I giovani e super giovani sono totalmente immersi nell\u2019esperienza delle nuove tecnologie. \u00c8 con esse che dialogano, ricercano, guardano e ascoltano e tutto questo li rende perfetti per un futuro dove la trasformazione digitale \u00e8 il fulcro del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno un <strong>vantaggio evolutivo<\/strong> che permette loro di comprendere pi\u00f9 facilmente l\u2019utilizzo di strumenti, logiche e approcci che si fondano sull\u2019utilizzo delle tecnologie digitali. Cercano e acquistano online, anche sui social, dialogano online, scoprono ci\u00f2 che \u00e8 nuovo online e sanno utilizzare i nuovi device, sfruttandone ogni potenzialit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi vantaggi, per noi, sono una possibilit\u00e0 per creare nuove opportunit\u00e0 di lavoro e di crescita, con percorsi mirati e costruiti in base alle singole skills. Insieme ad altre competenze (ovviamente), l\u2019essere un nativo digitale offre la possibilit\u00e0 di poter crescere professionalmente in un settore che pone le basi per progetti, processi e piattaforme <strong>basate su quello stesso futuro dove loro stessi vivranno<\/strong>.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cosa rimane di aperto: domande e spunti di riflessione&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Le risposte che abbiamo ottenuto dalle diverse generazioni che lavorano con noi ci hanno sicuramente chiarito molti aspetti, <strong>ma ci hanno anche lasciato con tante domande ancora aperte<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Quello che ci piacerebbe fare \u00e8 aprire una discussione, per risolvere queste domande e alcuni dubbi ancora irrisolti e, magari, <strong>scoprire nuovi spunti di riflessione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il ritenere i prodotti digitali come un qualcosa dal valore indecifrabile, per esempio, \u00e8 una concezione interessante su cui riflettere. Sul questionario \u00e8 stata posta una domanda che riguarda gli abbonamenti: un abbonamento digitale, oggi, permette la visione di pi\u00f9 film o serie tv, centinaia se non migliaia. Quanto sarebbe costato, un tempo, possedere altrettanti dvd? <strong>Come si pu\u00f2 stabilire il valore di qualcosa che non \u00e8 tangibile?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Balance sappiamo bene quanto siano importanti e che valore abbiano i diversi prodotti digitali, ma chi usufruisce di questi prodotti riesce a percepire questo valore? E se lo percepisce, questo stesso valore varia in base alla generazione coinvolta?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spostiamoci dal valore intrinseco all\u2019immediatezza: oggi possiamo avere tutto in maniera molto rapida, siamo abituati alle <em>cose in real time<\/em>. Questo ha cambiato la percezione del tempo? Secondo il nostro parere, la risposta \u00e8 s\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensate a un\u2019assistenza clienti: grazie ai social oggi \u00e8 possibile avere un dialogo diretto e immediato con l&#8217;azienda, quindi un\u2019eventuale attesa viene considerata sempre pi\u00f9 spesso come una mancanza. La Gen Z, abituata a questo meccanismo, non si pone nemmeno la domanda, quindi nel suo approccio professionale potremmo aspettarci un valore aggiunto non indifferente nel pensare e realizzare soluzioni tecnologiche immediate e durature nel tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E i Millennials, cosa ne pensano? Hanno vissuto le ore di attesa ai call center o le email che rimanevano senza risposte per giorni?<\/p>\n\n\n\n<p>Con Balance, <strong>ci piacerebbe poter ragionare su tutti questi aspetti<\/strong>, trovando anche una nuova chiave di lettura o modificando quella con cui stiamo portando avanti i diversi ragionamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Lavorare a stretto contatto con le diverse generazioni e con professionisti di nazionalit\u00e0, culture ed esperienze professionali diverse, ci sta aprendo a tante diverse possibilit\u00e0, <strong>tutte rivolte al miglioramento degli approcci e delle tecnologie future<\/strong>. Ci\u00f2 che non vede uno, sicuramente lo noter\u00e0 l\u2019altro. E questo apporto di conoscenze ed esperienze \u00e8 sempre il benvenuto: se la trasformazione digitale \u00e8 il futuro professionale in cui ti vedi, <strong>noi siamo qui per darti fiducia e aiutarti a realizzarlo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivici a marketing@balanceconsulting.it, scoprirai tante opportunit\u00e0 che possono aiutarti a diventare proprio ci\u00f2 che sogni.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono i famosi nativi digitali, generazioni di ragazze e ragazzi nati e cresciuti circondati dalla tecnologia, ma che in parte hanno vissuto l\u2019epocale rivoluzione che il digitale ha portato. 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